R. Colombo – “Indignazione”. La parola più bella della nostra lingua

Viviamo un tempo caratterizzato da forti polarizzazioni politiche, conflitti diffusi e crisi della rappresentanza. In tale contesto l’indignazione acquista particolare rilevanza, perché è la forma più immediata di espressione del dissenso.
Ma cosa intendiamo davvero con questa parola?
Philip Roth fa dire al protagonista di un suo romanzo che l’indignazione è “la più bella parola della nostra lingua”.
In questo incontro proveremo a definire meglio il significato di questa parola, risalendo alle sue cause e alle sue funzioni e cercheremo di comprendere il portato morale e politico che essa assume nel mondo contemporaneo.
Questa lezione inaugura un ciclo di incontri filosofici dedicati all’indignazione, un sentimento che assume un ruolo centrale nella vita pubblica e nella riflessione etica.
Ogni lezione del ciclo può essere seguita anche singolarmente.
Raffaella Colombo ha collaborato per molti anni con la cattedra di Storia della Filosofia Morale dell’Università di Milano. Oltre al pensiero filosofico e politico di Leo Strauss, cui ha dedicato la monografia Leo Strauss e la retorica del ritorno (Mimesis 2014) oltre a diversi articoli, si è occupata di Spinoza, di teorie dell’imitazione (con particolare riferimento alle opere di René Girard) e dell’opera di Freud. Nell’ambito degli “human-animal studies” ha pubblicato con Gianfranco Mormino e Benedetta Piazzesi, il volume Dalla predazione al dominio. La guerra contro gli animali (Cortina 2017). Più recentemente ha pubblicato con Carocci la raccolta Sotto il segno di Platone, a cura di Mauro Bonazzi.
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