G. Mormino – Il desiderio ci rende felici o sempre insoddisfatti?

Dopo l’Illuminismo e la fiducia nel progresso, alcuni filosofi mettono in discussione l’idea che il desiderio possa servire per migliorare la nostra vita.
Secondo Schopenhauer, il desiderio è l’espressione di una volontà cieca e incessante, che spinge l’essere umano a cercare continuamente qualcosa che, una volta ottenuto, perde subito valore.
La soddisfazione è solo momentanea: ogni desiderio appagato lascia spazio a un nuovo bisogno, in una rincorsa senza fine.
Perciò la felicità non può essere raggiunta con la soddisfazione continua di desideri sempre nuovi, ma più facilmente nella loro riduzione o spegnimento. Si tratta di una prospettiva radicale, che invita a ripensare profondamente il rapporto esistente tra desiderio, sofferenza e possibilità di una vita felice.
Gianfranco Mormino è docente di storia della filosofia e di filosofia morale. Da molti anni insegna presso l’Università degli Studi di Milano; nei suoi corsi e nei suoi libri si è occupato di scienza moderna, di sociologia della religione, di filosofia della storia e di etica contemporanea. Nel 2018 ha fondato la prima cattedra italiana di Studi Uomo-Animali. È autore di un manuale universitario di Storia della filosofia morale (ediz. Cortina) e di vari volumi di storia della filosofia. Ha uno stile di insegnamento caratterizzato da una grande chiarezza espositiva pur senza perdere nulla della profondità relativamente agli argomenti trattati.
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