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SUMMARY:G. Mormino - Il cinema horror: perché piace il macabro?
DESCRIPTION:A fine Ottocento\, il Grand Guignol si era spinto\, con grande successo\, molto avanti nel realismo orrifico\, ma a teatro molti dettagli potevano comunque sfuggire all’osservazione del pubblico. \nUna delle novità del XX secolo è invece la possibilità di osservare\, con ricchezza di particolari\, vicende e azioni spaventose e terrificanti\, senza ricorrere all’immaginazione come durante la lettura. Questa novità è offerta dal cinema che\, con la tecnica dei primi piani\, riesce a soddisfare\, a volte oltre misura\, il gusto del macabro del proprio pubblico. \nIn quest’ultima lezione prenderemo in considerazione alcuni film\, con particolare attenzione per quelli che hanno come protagonisti (e target) il pubblico degli adolescenti. \n  \nGianfranco Mormino è docente di storia della filosofia e di filosofia morale. Da molti anni insegna presso l’Università degli Studi di Milano; nei suoi corsi e nei suoi libri si è occupato di scienza moderna\, di sociologia della religione\, di filosofia della storia e di etica contemporanea. Nel 2018 ha fondato la prima cattedra italiana di Studi Uomo-Animali. È autore di un manuale universitario di Storia della filosofia morale (ediz. Cortina) e di vari volumi di storia della filosofia. Ha uno stile di insegnamento caratterizzato da una grande chiarezza espositiva pur senza perdere nulla della profondità relativamente agli argomenti trattati. \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: \nhttp://www.circolodifilosofia.com/prenota \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nwww.circolodifilosofia.com/abbonamenti
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SUMMARY:M.Ghilardi -  Jacques Derrida: il pensiero della scrittura
DESCRIPTION:Questa lezione sarà dedicata al filosofo francese Jacques Derrida (1930-2004)\, il cui pensiero si colloca all’intersezione tra fenomenologia\, strutturalismo e pensiero post-metafisico. \nAll’origine della sua filosofia vi è un’intuizione decisiva\, derivante dalla linguistica del ‘900: l’idea che la scrittura non sia soltanto il depositarsi finale di un pensiero o di una parola\, ma sia una pratica che si retroflette sullo stesso modo di pensare\, aprendo alcune possibilità\, e in particolare inaugurando – per ciò che riguarda la tradizione che diciamo “occidentale” – le coppie metafisiche classiche: segno/significato\, corpo/anima\, sensibile/intelligibile\, visibile/invisibile…  \nRipensare la scrittura\, attraverso la creazione di una “grammatologia”\, significherebbe dunque ripensare il processo che ha condotto alla nostra tarda modernità e “decostruire”\, ovvero mostrare nei suoi componenti ultimi\, un’intera tradizione di pensiero. \n  \nMarcello Ghilardi (Milano\, 1975) è professore associato in Estetica e in Philosophy of Interculturality all’Università di Padova. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Estetica e Teoria delle Arti presso l’Università di Palermo\, dopo essersi formato nelle università di Padova\, Milano\, Parigi e Pechino. È vice-direttore del Master in Studi Contemplativi presso l’Università di Padova. Ha tenuto conferenze in diverse università italiane e straniere\, tra cui Parigi\, Barcellona\, Berlino e Kyoto\, ed è stato visiting scholar presso l’università di Hong Kong. Svolge l’attività di traduttore e consulente per diverse case editrici. Ha tradotto e curato\, dal cinese\, il trattato di Shitao\, Discorsi sulla pittura del monaco Zucca Amara e ha pubblicato numerosi saggi in volumi miscellanei o su riviste nazionali e internazionali. I contributi più rilevanti del suo lavoro filosofico sono legati all’elaborazione e alla diffusione\, in Italia e in Europa\, di un pensiero interculturale che tenga conto soprattutto del confronto e del dialogo con le forme e le modalità delle tradizioni di pensiero cinese e giapponese\, per una messa in prospettiva di alcune categorie tipiche della filosofia occidentale (soggetto\, creazione artistica\, opera d’arte\, identità). \n  \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: \nRichiedi lezione gratuita \n \n  \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nAbbonamenti \n \n 
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SUMMARY:R. Colombo - “Indignazione”. La parola più bella della nostra lingua
DESCRIPTION:Viviamo un tempo caratterizzato da forti polarizzazioni politiche\, conflitti diffusi e crisi della rappresentanza. In tale contesto l’indignazione acquista particolare rilevanza\, perché è la forma più immediata di espressione del dissenso. \nMa cosa intendiamo davvero con questa parola? \nPhilip Roth fa dire al protagonista di un suo romanzo che l’indignazione è “la più bella parola della nostra lingua”. \nIn questo incontro proveremo a definire meglio il significato di questa parola\, risalendo alle sue cause e alle sue funzioni e cercheremo di comprendere il portato morale e politico che essa assume nel mondo contemporaneo. \nQuesta lezione inaugura un ciclo di incontri filosofici dedicati all’indignazione\, un sentimento che assume un ruolo centrale nella vita pubblica e nella riflessione etica. \nOgni lezione del ciclo può essere seguita anche singolarmente. \n  \nRaffaella Colombo ha collaborato per molti anni con la cattedra di Storia della Filosofia Morale dell’Università di Milano. Oltre al pensiero filosofico e politico di Leo Strauss\, cui ha dedicato la monografia Leo Strauss e la retorica del ritorno (Mimesis 2014) oltre a diversi articoli\, si è occupata di Spinoza\, di teorie dell’imitazione (con particolare riferimento alle opere di René Girard) e dell’opera di Freud. Nell’ambito degli “human-animal studies” ha pubblicato con Gianfranco Mormino e Benedetta Piazzesi\, il volume Dalla predazione al dominio. La guerra contro gli animali (Cortina 2017). Più recentemente ha pubblicato con Carocci la raccolta Sotto il segno di Platone\, a cura di Mauro Bonazzi. \n  \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: \nRichiedi lezione gratuita \n \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nAbbonamenti \n \n 
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SUMMARY:R. Colombo - Indignazione: tristezza o forza morale? Spinoza e le passioni
DESCRIPTION:Cosa si può dire\, dal punto di vista filosofico\, del sentimento dell’indignazione? Possiamo attribuire a esso un valore morale? \nIn questo incontro partiremo dalla riflessione di Spinoza\, che nella sua “Etica” analizza l’indignatio considerandola una passione “triste” e dunque potenzialmente nociva. Essa\, tuttavia\, rivela anche un risvolto significativamente positivo: ci fa sentire partecipi della sofferenza altrui\, anche quando non ci riguarda direttamente. \nLa lezione fa parte di un ciclo filosofico dedicato all’indignazione e alle passioni morali\, e approfondisce il modo in cui la filosofia moderna ha analizzato questo sentimento. \nOgni lezione del ciclo può essere seguita anche singolarmente. \n  \nRaffaella Colombo ha collaborato per molti anni con la cattedra di Storia della Filosofia Morale dell’Università di Milano. Oltre al pensiero filosofico e politico di Leo Strauss\, cui ha dedicato la monografia Leo Strauss e la retorica del ritorno (Mimesis 2014) oltre a diversi articoli\, si è occupata di Spinoza\, di teorie dell’imitazione (con particolare riferimento alle opere di René Girard) e dell’opera di Freud. Nell’ambito degli “human-animal studies” ha pubblicato con Gianfranco Mormino e Benedetta Piazzesi\, il volume Dalla predazione al dominio. La guerra contro gli animali (Cortina 2017). Più recentemente ha pubblicato con Carocci la raccolta Sotto il segno di Platone\, a cura di Mauro Bonazzi. \n  \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: \nRichiedi lezione gratuita \n \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nAbbonamenti
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SUMMARY:R. Colombo - Si può educare l’indignazione? Filosofia\, giustizia e vita morale
DESCRIPTION:L’indignazione può essere trasformata in una risorsa morale e civile? \nIn questo incontro ci chiederemo se e come sia possibile educare l’indignazione\, trasformandola da semplice reazione emotiva di fronte a ingiustizie e soprusi in una forza capace di sostenere il diritto di ogni essere umano a una vita libera e dignitosa. \nLa lezione conclude un ciclo di filosofia dedicato all’indignazione\, in cui ci siamo interrogati sul ruolo che questa passione può avere nella costruzione di una società più giusta. \nOgni lezione del ciclo può essere seguita anche singolarmente. \n  \nRaffaella Colombo ha collaborato per molti anni con la cattedra di Storia della Filosofia Morale dell’Università di Milano. Oltre al pensiero filosofico e politico di Leo Strauss\, cui ha dedicato la monografia Leo Strauss e la retorica del ritorno (Mimesis 2014) oltre a diversi articoli\, si è occupata di Spinoza\, di teorie dell’imitazione (con particolare riferimento alle opere di René Girard) e dell’opera di Freud. Nell’ambito degli “human-animal studies” ha pubblicato con Gianfranco Mormino e Benedetta Piazzesi\, il volume Dalla predazione al dominio. La guerra contro gli animali (Cortina 2017). Più recentemente ha pubblicato con Carocci la raccolta Sotto il segno di Platone\, a cura di Mauro Bonazzi. \n  \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: \nRichiedi lezione gratuita \n \n  \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nAbbonamenti \n \n 
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SUMMARY:F. Baroni - La filosofia di Camus: il mito di Sisifo
DESCRIPTION:La filosofia di Camus: il mito di Sisifo \nCosa accade quando il desiderio umano di trovare un significato si scontra con il silenzio del mondo? Attraverso il mito di Sisifo\, Camus esplora l’esperienza dell’assurdo e ci invita a riflettere sulla possibilità di vivere con lucidità\, libertà e persino felicità. \nFrancesco Baroni è il relatore di casa e il fondatore del Circolo di Filosofia. Laureato in Filosofia Teoretica all’Università degli Studi di Milano\, ha creato nel 2003 il primo Circolo di Filosofia a Bergamo\, e ha svolto più di ottocento lezioni serali. Il suo stile di insegnamento è basato sulla fedeltà al testo storico e la chiarezza nell’esposizione di temi complessi. \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: <a href=”http://www.circolodifilosofia.com/prenota”>www.circolodifilosofia.com/prenota</a&gt; \n  \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nhttps://circolodifilosofia.com/come-associarsi
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SUMMARY:F. Baroni -  La filosofia di Camus: lo Straniero
DESCRIPTION:La filosofia di Camus: lo Straniero \nMeursault sembra indifferente alle regole e alle aspettative della società che lo circonda. Ma per cosa viene davvero giudicato? Attraverso questo romanzo\, Camus ci interroga sul conformismo\, sull’autenticità e sul rapporto tra individuo e comunità. \nFrancesco Baroni è il relatore di casa e il fondatore del Circolo di Filosofia. Laureato in Filosofia Teoretica all’Università degli Studi di Milano\, ha creato nel 2003 il primo Circolo di Filosofia a Bergamo\, e ha svolto più di ottocento lezioni serali. Il suo stile di insegnamento è basato sulla fedeltà al testo storico e la chiarezza nell’esposizione di temi complessi. \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: <a href=”http://www.circolodifilosofia.com/prenota”>www.circolodifilosofia.com/prenota</a&gt; \n  \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nhttps://circolodifilosofia.com/come-associarsi \n 
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SUMMARY:F. Baroni - La filosofia di Camus: la Peste
DESCRIPTION:La filosofia di Camus: la Peste \nUn’epidemia sconvolge la città di Orano e costringe i suoi abitanti a confrontarsi con la sofferenza e l’incertezza. Nel racconto di Camus\, la peste diventa una metafora del male e un’occasione per riflettere sulla responsabilità\, sulla solidarietà e sulla resistenza collettiva. \nFrancesco Baroni è il relatore di casa e il fondatore del Circolo di Filosofia. Laureato in Filosofia Teoretica all’Università degli Studi di Milano\, ha creato nel 2003 il primo Circolo di Filosofia a Bergamo\, e ha svolto più di ottocento lezioni serali. Il suo stile di insegnamento è basato sulla fedeltà al testo storico e la chiarezza nell’esposizione di temi complessi.\n \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: <a href=”http://www.circolodifilosofia.com/prenota”>www.circolodifilosofia.com/prenota</a&gt; \n  \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nhttps://circolodifilosofia.com/come-associarsi \n 
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SUMMARY:M.Beraha - Pensare la giustizia: da dove vengono le nostre intuizioni su ciò che è giusto?
DESCRIPTION:  \nIl pensiero sulla giustizia\, tanto nel dibattito pubblico\, quanto in quello specialistico\, si rifà spesso a luoghi comuni: la dea bendata con la bilancia e la spada\, il pagamento del proprio debito alla società\, cercare giustizia e non vendetta. Ma cosa succede se proviamo ad analizzarli razionalmente? La lezione intende mostrare che la concezione retributiva della giustizia non riesce a superare l’analisi razionale\, in quanto si fonda su intuizioni\, basate a loro volta su emozioni che non hanno carattere morale. Attraverso l’analisi del pensiero di René Girard si indagherà l’analogia fra giustizia e vendetta\, si mostrerà la logica sottostante alle immagini della bilancia e del debito e si porranno le basi per ri-pensare la giustizia. \nMarina Beraha è ricercatrice in filosofia morale all’Università degli Studi di Milano\, dove ha conseguito il dottorato in cotutela con l’Université Grenoble Alpes. Le sue ricerche vertono su giustizia\, libero arbitrio e utilitarismo\, con un’attenzione particolare al sistema carcerario. Nel suo primo libro\, Ripensare la giustizia (Carocci\, 2025)\, critica la concezione retributiva della pena e indaga modelli alternativi fondati sulla giustizia riparativa e trasformativa. \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: \nhttp://www.circolodifilosofia.com/prenota \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nwww.circolodifilosofia.com/abbonamenti
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SUMMARY:M.Beraha - Ripensare la giustizia: sappiamo pensare una giustizia senza pena?
DESCRIPTION:All’interno della cornice utilitarista del pensiero di Bentham\, nel corso della lezione indagheremo il paradosso di una giustizia fondata sulla punizione. Inquadreremo il carcere come istituzione punitiva e rifletteremo sulla possibilità di abolire la giustizia retributiva e le sue pratiche. Analizzeremo\, quindi\, la possibilità\, filosofica e pratica\, di vivere in una società senza carceri e senza punizione\, dando un altro significato alla parola giustizia: giustizia sociale\, giustizia trasformativa e giustizia riparativa andranno a sostituire la giustizia retributiva e punitiva. Alla responsabilità morale individuale\, su cui si basa il nostro sistema di giurisprudenza\, si sostituirà la responsabilità condivisa della connessione sociale. \nMarina Beraha è ricercatrice in filosofia morale all’Università degli Studi di Milano\, dove ha conseguito il dottorato in cotutela con l’Université Grenoble Alpes. Le sue ricerche vertono su giustizia\, libero arbitrio e utilitarismo\, con un’attenzione particolare al sistema carcerario. Nel suo primo libro\, Ripensare la giustizia (Carocci\, 2025)\, critica la concezione retributiva della pena e indaga modelli alternativi fondati sulla giustizia riparativa e trasformativa. \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: \nhttp://www.circolodifilosofia.com/prenota \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nwww.circolodifilosofia.com/abbonamenti \n 
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SUMMARY:M. Ghilardi - Le parole possono esprimere la verità? Linguaggio e pratica nello Zen
DESCRIPTION:La verità può essere espressa a parole? E se così non fosse\, quale ruolo rimane al linguaggio? La tradizione del buddhismo Zen si presenta come una via che non si fonda sulla scrittura né sulla dottrina\, e tuttavia ha prodotto una straordinaria quantità di testi\, dialoghi e racconti tramandati nei secoli. Questa apparente contraddizione invita a interrogarsi sul rapporto tra linguaggio\, verità e pratica Zen. \nAttraverso un confronto con la riflessione contemporanea\, la lezione esplorerà come lo Zen non opponga semplicemente parola ed esperienza\, ma ne ridefinisca il rapporto\, evitando tanto il culto dell’indicibilità\, quanto l’illusione che la verità coincida con ciò che può essere detto con le parole. \n  \n  \nMarcello Ghilardi (Milano\, 1975) è professore ordinario in Estetica e in Philosophy of Interculturality all’Università di Padova\, dove è anche vice-direttore del Master in Studi Contemplativi. Ha tenuto conferenze in diverse università italiane e straniere\, tra cui Parigi\, Barcellona\, Berlino e Kyoto\, ed è stato visiting scholar presso l’università di Hong Kong. È autore di numerosi saggi pubblicati in volumi miscellanei o su riviste nazionali e internazionali\, oltre che di una ventina di monografie. Il suo lavoro filosofico è rivolto all’elaborazione di un pensiero interculturale in dialogo con alcune tradizioni del pensiero cinese e giapponese\, per una messa in prospettiva di alcune categorie\, tipiche della filosofia occidentale\, come quelle di identità\, soggetto\, creazione artistica\, opera d’arte. \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui:\nhttp://www.circolodifilosofia.com/prenota\nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa:\nhttp://www.circolodifilosofia.com/abbonamenti
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SUMMARY:L. Guzzardi: Dove inizia e dove finisce la scienza? Il problema della demarcazione
DESCRIPTION:Che cosa distingue un’affermazione scientifica da una che non lo è? La domanda sembra riguardare soprattutto filosofi e scienziati\, ma ha conseguenze molto concrete: determina quali conoscenze consideriamo affidabili\, quali teorie insegniamo\, quali pratiche finanziamo e\, sempre più spesso\, quali decisioni collettive riteniamo legittime. Eppure\, il confine fra ciò che può rivendicare lo statuto di conoscenza scientifica e ciò che ne resta fuori è tutt’altro che netto: nessun criterio\, preso isolatamente\, sembra risolvere definitivamente il problema. La questione diventa allora più radicale: perché abbiamo bisogno di tracciare questo confine? E che cosa accade quando dobbiamo prendere decisioni in condizioni di incertezza? Il problema della demarcazione si rivela così non soltanto un problema filosofico\, ma una questione politica e culturale: riguarda il modo in cui una società decide che cosa merita di essere creduto. \nLuca Guzzardi insegna Filosofia della scienza all’Università degli Studi di Milano. Dopo la laurea e il dottorato ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto di Ricerca del Deutsches Museum di Monaco di Baviera\, l’Osservatorio Astronomico di Brera a Milano e il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Pavia. I suoi interessi di ricerca vertono sulla struttura e lo sviluppo storico della conoscenza scientifica\, in particolare delle scienze fisico-matematiche. È autore di numerose pubblicazioni\, fra cui Lo sguardo muto delle cose. Oggettività e scienza nell’età della crisi (Raffaello Cortina\, 2010) e Ruggiero Boscovich’s Theory of Natural Philosophy (Birkhäuser\, 2020). \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: <a href=”http://www.circolodifilosofia.com/prenota”>www.circolodifilosofia.com/prenota</a&gt; \n  \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nhttps://circolodifilosofia.com/come-associarsi
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SUMMARY:L. Guzzardi: Di chi fidarsi e a chi affidarsi? L’esperto\, lo scettico e la questione della cittadinanza
DESCRIPTION:Nessuno di noi può verificare personalmente la maggior parte delle conoscenze sulle quali basa la propria vita. Non abbiamo ripetuto gli esperimenti che confermano l’efficacia di un farmaco\, controllato i modelli climatici o esaminato direttamente le prove su cui si fondano migliaia di affermazioni scientifiche. Per orientarci nel mondo siamo quindi costretti a fidarci. Ma di chi? E c’è un altro paradosso: per riconoscere un esperto sembrerebbe necessario essere già esperti. Titoli\, istituzioni\, pubblicazioni e consenso possono aiutarci\, ma nessuno di questi elementi costituisce\, da solo\, una garanzia di verità. Come può allora un non specialista distinguere una controversia scientifica autentica da una controversia soltanto apparente? E quando il dissenso è un segno della vitalità della scienza anziché una ragione per non fidarsene? Di che cosa abbiamo bisogno\, come cittadini\, per sapere di chi fidarci e a chi affidarci? \nLuca Guzzardi insegna Filosofia della scienza all’Università degli Studi di Milano. Dopo la laurea e il dottorato ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto di Ricerca del Deutsches Museum di Monaco di Baviera\, l’Osservatorio Astronomico di Brera a Milano e il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Pavia. I suoi interessi di ricerca vertono sulla struttura e lo sviluppo storico della conoscenza scientifica\, in particolare delle scienze fisico-matematiche. È autore di numerose pubblicazioni\, fra cui Lo sguardo muto delle cose. Oggettività e scienza nell’età della crisi (Raffaello Cortina\, 2010) e Ruggiero Boscovich’s Theory of Natural Philosophy (Birkhäuser\, 2020). \n  \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: <a href=”http://www.circolodifilosofia.com/prenota”>www.circolodifilosofia.com/prenota</a&gt; \n  \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nhttps://circolodifilosofia.com/come-associarsi
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SUMMARY:L. Guzzardi: Scienza senza muri. Confini\, esclusioni e altri modi di conoscere
DESCRIPTION:  \nDire che qualcosa non appartiene alla scienza non significa necessariamente dire che è falso o privo di valore. Eppure\, questa distinzione viene spesso dimenticata. Se la scienza stabilisce ciò che può essere conosciuto attraverso i suoi metodi\, che cosa accade a tutto ciò che quei metodi non riescono – o non intendono – catturare? È questa l’altra faccia del problema della demarcazione: non soltanto che cosa includiamo nella scienza\, ma anche che cosa ne escludiamo e quale prezzo comporta questa esclusione. Esperienze soggettive\, valori\, significati\, tradizioni e differenti forme di vita pongono una domanda decisiva: il confine della scienza deve essere concepito come un muro da difendere oppure come una membrana che consenta scambi continui e proficui? \nLuca Guzzardi insegna Filosofia della scienza all’Università degli Studi di Milano. Dopo la laurea e il dottorato ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto di Ricerca del Deutsches Museum di Monaco di Baviera\, l’Osservatorio Astronomico di Brera a Milano e il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Pavia. I suoi interessi di ricerca vertono sulla struttura e lo sviluppo storico della conoscenza scientifica\, in particolare delle scienze fisico-matematiche. È autore di numerose pubblicazioni\, fra cui Lo sguardo muto delle cose. Oggettività e scienza nell’età della crisi (Raffaello Cortina\, 2010) e Ruggiero Boscovich’s Theory of Natural Philosophy (Birkhäuser\, 2020). \nDevi ancora fare la prima lezione gratuita? Iscriviti qui: <a href=”http://www.circolodifilosofia.com/prenota”>www.circolodifilosofia.com/prenota</a&gt; \n  \nHai già fatto la lezione gratuita e vuoi pagare la quota associativa per partecipare alla lezione? Ecco come comprare la quota associativa: \nhttps://circolodifilosofia.com/come-associarsi
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